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sintesi

Chi siamo


VENERDÌ 16 OTTOBRE

ORE 9,30 - 10,30
NETWORK, MESSENGER E LIBRO DI STORIA
Ne parliamo con:
Franco Frabboni, pedagogista, docente Università di Bologna e Paola Cosolo Marangon del CPP.
Il professor Franco Frabboni dell'Università degli studi di Bologna, ha inquadrato il tema dal punto di vista delle nuove sfide che le nuove tecnologie pongono alla nostra scuola e più in generale alla quotidianità. Si è soffermato sulle lacune e le carenze che la scuola oggi si trova a sostenere e su quanto sia importante poter stare dentro la cornice determinata dal Trattato di Lisbona che prevede un allineamento delle conoscenze. Lo slogan che potrebbe condensare il pensiero di Frabboni potrebbe essere: “Persona, educazione e nuovi saperi indispensabili per costruire un futuro senza barbari”

ORE 10,45 - 12,30
FIGLI DELLO SPOT: L'EDUCAZIONE IMPLICITA DI PUBBLICITÀ ET AL.
Ne parliamo con:
Anna Oliverio Ferraris, psicologa, docente Università La Sapienza di Roma, direttrice di Psicologia Contemporanea e Daniele Novara del CPP.
La pubblicità invade le menti dei piccoli e anche dei grandi, questa in sostanza la denuncia forte della professoressa Oliverio Ferraris. Accompagnando i convenuti all'interno delle logiche che portano la persona a diventare acquirente e fedele al prodotto, è stato sottolineato quanto il mercato tenti di far diventare tutti consumatori e quanto anche la psicologia venga utilizzata per costruire ad hoc la dimensione del desiderio all'acquisto. Il bambino rappresenta il mercato di domani, per questo vi è la necessità di scardinare alcune logiche per riappropriarsi della propria volontà e non cedere alla manipolazione.

ORE 14,30 - 16,00
CHI È L'ADULTO CHE EDUCA?
Ne parliamo con:
Duccio Demetrio, pedagogista, docente Università di Milano Bicocca e Paola Cosolo Marangon del CPP.
Riprendendo l'elogio all'immaturità, il professor Demetrio coglie l'occasione per considerare barbaro chi vive con nostalgia una logica educativa del passato, non considerando l'immaturità come generativa della nostra esistenza. Il barbaro oggi è dentro di noi e riflette la nostra paura nei confronti dell'altro. Per questo vi è la necessità di riscrivere l'educazione, anzi le educazioni. Imperativi di queste educazioni consapevoli tre codici: affettivi, etici e civili.Per contrastare la piattezza e il decadimento culturale, per rispettare i diritti dell'uomo e della donna, per concepire ancora idealità forti.

16.15 - 18,00
LA MIA CREATURA. I FIGLI, IL NIDO E L'AUTONOMIA
Ne parliamo con:
Susanna Mantovani, pedagogista, docente universitaria di Milano Bicocca e Paolo Ragusa del CPP.
Oggi il bambino ha uno spazio molto grande nella vita e nella mente del genitore, il genitore vede degli aspetti che un tempo non sapeva vedere, legati ad esempio alle emozioni, ma sono molto preoccupati della vulnerabilità dei loro piccoli. C'è la necessità di riprendere in mano una certa normatività ma soprattutto comprendere che al bambino serve una situazione di equilibrio, dove vi sia la possibilità di apprendere per il piacere di farlo, anche con fatica. La pedagogia dell'autonomia è la logica da portare avanti con forza.


SABATO 17 OTTOBRE


ORE 9,30 - 10,30
IN GRUPPO SI CRESCE
Ne parliamo con
Umberto Margiotta, docente Università di Venezia Ca' Foscari, Cesare Scurati, pedagogista, docente Università di Milano Cattolica ed Emanuela Cusimano del CPP.
Il gruppo fa fatica a stare dentro una cornice strutturata, spesso vi è una logica di fuga. In un gruppo si cresce quando si possono attivare ed esplorare alcune logiche: gruppo ci si riconosce, si dice il vero, si dà forma all'azione, si assume forma per la rete ri azioni e di interazione. Con questi quattro punti si tenta di riorganizzare o riorientare l'educazione, spesso vittima di logiche poco chiare o di sollecitazioni legate all'apparire e non radicate più da una scuola di pensiero chiara. Una sfida contro i nuovi barabari nell'educazione potrebbe essere quella di accettare, da parte dell'educatore, il proprio fallimento e la propria omra e da lì ripartire con forza.

10,45 - 12,30
IL CONFLITTO COME ESPERIENZA NECESSARIA NELL'EDUCAZIONE
Ne parliamo con
Daniele Novara, pedagogista, direttore del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti di Piacenza.
Partendo dal presupposto che il contrario della guerra non è la pace, ma la capacità di stare dentro il conflitto, Novara ha sottolineato quanto nella nostra cultura ci manchi una memoria legata a questi temi. È necessario poter fare un'archiviazione delle esperienze, la nostra storia ci porta a legare ancora conflitto a guerra, manca una memoria positiva legata al conflitto. La proposta che il CPP da vent'anni sta facendo, ma che va confermata e sulla quale è necessario ancora lavorare tanto, è legata al conflitto come autoconoscenza, come confronto con i propri tasti dolenti, come svelamento e riconoscimento della realtà, dove poter trovare una funzione antinarcisistica del conflitto stesso.

SABATO POMERIGGIO PRESENTAZIONE LIBRI
AUDITORIUM SANT'ILARIO ORE 15,00 - 18,00


RENDERE VISIBILE L'APPRENDIMENTO
BAMBINI CHE APPRENDONO INDIVIDUALMENTE E IN GRUPPO

Lorella Trancossi, pedagogista di Reggio Children, ha presentato il libro frutto della ricerca condotta da insegnanti e pedagogisti dei Nidi e delle Scuole dell'infanzia del Comune di Reggio Emilia, assieme a ricercatori di Harvard Project Zero e Reggio Children negli anni che vanno dal 1997 al 1999. la narrazione di un paio di storie, il pubblico è stato accomapagnato dentro la logica della ricerca nella comprensione che, se si sa dare tempo e non si pongono eccessivi schemi, i bambini sanno costruire cornici incredibili dove l'apprendimento è legato alle parole e gesti gli uni degli altri. I bambini apprendono se l'adulto sa stare al suo posto e sa osservare e ascoltare.


DANIELE NOVARA
DALLA PARTE DEI GENITORI. STRUMENTI PER VIVERE BENE IL PROPRIO RUOLO EDUCATIVO
Una piacevole esplorazione all'interno della quotidianità, con accenni a pratiche educative portate nelle consulenze pedagogiche e da cui l'autore ha tratto spunto per poi costruire un libro su misura per il genitore. La presentazione del libro è stata una occasione per sottolineare alcuni temi legati all'emergenza educativa che ci si ritrova a vivere ma anche per aiutare a comprendere quanto una consapevolezza individuale rispetto ai temi educativi aiuta ad abbassare ansie e a strutturare un percorso volto all'aiuto del bambino e del ragazzo, rimanendo nelle logiche della normalità e non spostando o delegando la funzione educativa a professionalità di tipo sanitario.

PAULO FREIRE
PEDAGOGIA DELLA SPERANZA
UN NUOVO APPROCCIO ALLA PEDAGOGIA DEGLI OPPRESSI
Silvio Premoli, pedagogista dell'Università di Milano Bicocca è intervenuto a presentare uno dei lavori più belli di Paulo Freire. A partire dalla opera più nota, "Pedagogia degli oppressi" il curatore ha sottolineato intanto l'importanza del concetto di speranza come obiettivo fondamentale per andare avanti. Freire si definiva un uomo di speranza e questo fatto è di grandissima importanza, soprattutto se declinato all'interno di una più vasta opera di liberazione che Freire stava portando avanti all'interno di un contesto storico e sociale molto faticoso. riflessioni che Premoli ha fatto hanno sollecitato parecchie domande da parte del pubblico che si è identificato quasi in un contesto come quello descritto dal libro, contesto di allarme educativo e motivazionale etico politico.


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