Imparare a stare nei conflitti permette di superare queste tra le più comuni lamentele pretese
- non voglio litigare al lavoro: ovvero si ha la pretesa di interagire (fare insieme) senza divergere, senza esplicitare e quindi senza tenere conto che il lavoro di costruisce grazie allo scambio con altri. Si alternano modelli relazionali centrate sulla confidenzialità o si richiede che qualcuno comandi. Non servono le buone relazioni ma quelle collaborative./
- non siamo riusciti a prendere la decisione senza conflitto: ovvero ci si aspetta di scegliere senza escludere nulla e nessuno o piuttosto non si decide. Il processo decisionale è un eccellente /lubrificante /per le organizzazioni in quando restituisce motivazione e appartenenza grazie al processo conflittuale che mette in moto (sia interno che esterno alla persona). Si vuole condividere senza usare la divergenza.
- pensavo che te ne occupassi tu ovvero ci si affida prevalentemente all'implicito evitando i fastidi e complicazioni che l'eventuale esplicitazione potrebbe far emergere. L'esclusione del conflitto garantisce la tranquillità e la propria integrità a danno dell'organizzazione!
La fatica del conflitto con l'altro aiuta a costruire coesione organizzativa senza perdere di vista il proprio progetto personale.
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