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DirigentiPesaro

Il CPP


LA SCUOLA DI STATO E' FINITA!!


QUESTO DOCUMENTO NASCE DALLA VOLONTA' - E DAL DOVERE - DI DESCRIVERE LA CONDIZIONE DI PROTRATTA E NON PIU' SOSTENIBILE DIFFICOLTA' IN CUI VERSA LA SCUOLA DI STATO


Le promesse dell’autonomia
L’autonomia scolastica, introdotta nell’ordinamento dalla legge n. 59 del 1997 e concretamente attribuita dal 2000, avrebbe dovuto consentire alle scuole di affrancarsi dagli ingombranti apparati burocratici che da sempre ne condizionano rigidamente l’azione, per innervarsi nel contesto sociale e interpretarne le istanze in un dialogo libero e costruttivo, sostanziato di attenzioni reali alle esigenze del territorio e delle nuove generazioni.

L’autonomia negata
Senonché il successivo decennio è stato caratterizzato dalla progressiva e sistematica demolizione dei presupposti necessari perché l’autonomia potesse produrre frutti coerenti con gli enunciati teorici che ne avevano giustificato il venire in vita.
Nel pieno rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche” – formula assunta perfino in Costituzione e incipit ricorrente di ogni rescritto legislativo e ministeriale, ma divenuta sul piano sostanziale una vuota, rituale e quasi beffarda “clausola di stile” - tutti i Governi succedutisi nel decennio hanno gareggiato nell’infliggere alla scuola statale una crescente riduzione di risorse umane e finanziarie.
Di converso, sono parallelamente aumentate dispendiose attenzioni verso la scuola non statale e si è venuta riaffermando con prepotenza la vocazione dirigistica degli apparati amministrativi, impegnati nel concepire e nel rovesciare sulla scuola, incessantemente, in aggiunta alla tradizionale, diuturna quantità di direttive, decreti, ordinanze, circolari, ecc., una incontenibile profluvie di intese, accordi, protocolli, ecc., e soprattutto di “progetti” della più stravagante natura, cui la scuola si è spesso indotta a dar seguito pur di accedere ai finanziamenti che vi si accompagnavano.

Le risposte responsabili della scuola
In questa cornice di crescente complessità - e nelle incertezze indotte dal ravvicinato susseguirsi di intenti riformistici per lo più di opposto segno, che hanno il solo pregio di tenere la scuola in una condizione di permanente bradisismo - i professionisti dell’educazione non hanno mancato di assolvere al meglio tutti i rispettivi doveri formali, pur nella percezione della progressiva dequalificazione – soprattutto sul piano sociale – del proprio ruolo e della propria missione educativa, spesso vissuta e coltivata nell’indifferenza dei soggetti sui quali pure gravano, iure naturali, non minori doveri e responsabilità.
I dirigenti scolastici, in particolare – che, per lo
status rivestito e per la qualità di rappresentanti legali dell’istituzione, sono universalmente ritenuti i primi responsabili di ogni sua deficienza - hanno visto crescere oltre misura la sovraesposizione del proprio ruolo, soprattutto sul piano più strettamente gestionale: basti ad es. considerare l’assurdo per cui da un lato – per adempiere all’obbligo di istruzione - sono tenuti ad assumere (e a pagare) i supplenti temporanei, ma dall’altro non ricevono nei tempi congrui e nell’entità necessaria le relative risorse.

La gestione impossibile
Dell’aumento esponenziale delle difficoltà causate dalla riduzione delle risorse economiche dà conto la seguente sequenza:
esercizio 1997: C.M. 784/1996
Riduzione del 20% degli stanziamenti definitivi dell’esercizio precedente1998: C.M. 667/1997
Riduzione del 20% degli stanziamenti definitivi dell’esercizio precedente1999: C.M. 438/1998
Riduzione del 20% degli stanziamenti definitivi dell’esercizio precedente2000: C.M. 272/1999
Riduzione del 20% delle risorse riferibili al contributo ordinario e perequativo dell’e.f. 1999
esercizio 2001: C.M. 286/2000
Si confermano le disposizioni impartite con la C.M. 272/1999
esercizio 2002: C.M. 173/2001
Riduzione del 20% dei corrispondenti finanziamenti disposti per l’anno 2001
esercizio 2003: C.M. 118/2002
Riduzione del 20% delle risorse assegnate nell’anno precedente
esercizio 2004: C.M. 88/2003 e nota USR Marche prot. 16673/A6 del 18/12/2003
Stessi importi assegnati per l’anno 2003
esercizio 2005: nota MIUR prot. n. 1193 del 21/10/2004 e nota USR Marche prot. 17226/A6 del 13/12/2004
Riduzione del 7% dei finanziamenti per l’anno 2004
esercizio 2006: C.M. MEF n. 13 del 7/4/2005 e nota USR Marche prot. 17369/C14 del 20/12/2005
Riduzione del 20% rispetto alle assegnazioni dell’anno precedente
esercizio 2007: C.M. 151/2007
Assegnazione in base ai parametri della tabella allegata al D.M. n. 21/2007
esercizio 2008: nota ministeriale prot. 1971 dell’11/10/2007
Stessa assegnazione dell’anno precedente
esercizio 2009: nota ministeriale prot. n. 3338 del 25/11/2008
Nessuna assegnazione

Una progettazione senza certezze
La situazione è sul punto di subire un inaccettabile aggravamento per l’anno 2010, in conseguenza della recente indicazione ministeriale secondo cui – nell’impostare il relativo Programma Annuale (bilancio preventivo) - le scuole non hanno la certezza di poter contare sulle cospicue risorse di cui sono creditrici nei confronti dell’Amministrazione.
Se non dovesse essere riconsiderata, tale determinazione produrrebbe un gravissimo ed irreparabile danno.
Per far fronte, infatti, alle non poche spese obbligatorie (per il personale supplente, per le ore eccedenti, per gli esami di Stato, ecc.), in difetto degli specifici fondi che l’Amministrazione avrebbe dovuto accreditare le scuole hanno dovuto utilizzare nel corso degli anni la disponibilità di cassa, nella quale ovviamente erano confluite indistintamente anche risorse di varia natura e provenienza (contributi dei genitori, di istituti bancari, di enti locali, ecc.), che perciò non è stato possibile destinare alle finalità e alle iniziative che avrebbero dovuto qualificare l’attività didattica e sostanziare così di contenuti effettivi l’autonomia.

Per la credibilità dello Stato e per la dignità della sua scuola.
Si impone dunque un intervento immediato e risoluto presso le autorità centrali, amministrative e politiche, affinché alla scuola statale sia evitato questo ennesimo, beffardo intervento afflittivo - di definitivo pregiudizio alla sua funzionalità e alla sua stessa dignità - e le sia garantito il diritto di ricevere quanto da tempo le è dovuto.
A tutela della stessa credibilità dello Stato, di cui essa tuttora è parte.




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I Dirigenti Scolastici:
Anna Maria Alegi, Giuliana Ceccarelli, Sabrina Fondato, Ebe Francioni, Elisabetta Micciarelli, Francesco Maria Orsolini, Marisa Rossini, Riccardo Rossini, Marcella Tinazzi, Carla Sagretti





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