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COSA VUOI DA ME PAPÀ?
UN PROGETTO PEDAGOGICO DI TEATRO INTERATTIVO RIVOLTO AGLI ADOLESCENTI DAI 15 AI 18 ANNI
Per imparare a “stare al mondo” rispettando i propri bisogni, capendo quelli di tutti, vivendo questo conflitto come forza che spinge a cercare nuove sintesi
I ragazzi sembrano rifiutarsi di passare dall'adolescenza all'età adulta. In tanti si crogiolano in casa coi genitori, permanendo in uno stato di semi-autonomia, giustificato sul piano pratico ma poco efficace per la loro crescita. In questa palude si creano le condizioni per atteggiamenti di progressivo disimpegno rispetto alla dimensione più strettamente collettiva e pubblica.
Dentro questo nuovo scenario sociale si colloca la proposta del CPP - Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti: un progetto innovativo che utilizzando lo strumento teatrale interattivo consente ai ragazzi e alle ragazze in adolescenza, di porsi domande cruciali relative alla loro esistenza.
Attraverso un pretesto teatrale, il video-testamento del padre che pone ai figli la richiesta perentoria di donare la loro eredità ad associazioni umanitarie, gli adolescenti entrano dentro la natura profonda di un conflitto che attiene la ragione stessa dello stare al mondo, ossia la capacità di sintonizzare i propri bisogni con quelli collettivi. Nel teatro si chiede ai ragazzi uno sforzo effettivo di riflettere assieme all'attore sulla valenza simbolica del rapporto intergenerazionale e sulle aperture o chiusure che questo consente.
Cosa vuoi da me papà? rappresenta un'occasione unica nel suo genere per uscire dalla lamentosità e vivere il conflitto adolescenziale come fattore di crescita, come elemento imprescindibile per uscire dall'autocompiacimento narcisistico.
Daniele Novara
Da questa situazione nasce un dialogo interno che pone al centro dello spettacolo interattivo sia il rapporto padri-figli, sia lo "stare al mondo" inteso come capacità di rispondere non solo ai bisogni personali ma anche a quelli collettivi.
Il pubblico viene pertanto chiamato a entrare dentro questo conflitto, per offrire non tanto risposte ma sensazioni, esperienze, emozioni.







